Articoli di Veronica Erma:
02/03/2018
I giovani al voto... #Parliamone!

Nella serata di domenica, 25 febbraio, si è tenuto un incontro nel Bar Cantün di Lecco, organizzato dal circolo dei Giovani Democratici della città, per discutere e confrontarsi sulle elezioni politiche che vedranno i cittadini italiani alle urne, il prossimo 4 marzo. Un giornalista della Provincia di Lecco aveva il compito di mediare gli interventi di 4 giovani lecchesi, ognuno rappresentante di un partito. L’iniziativa era rivolta a tutti gli interessati all’argomento, con particolare riferimento ai giovani, dunque anche noi Quasi Amici abbiamo voluto partecipare! Il risultato è stato sbalorditivo e contro tutte le timide aspettative: la sala era gremita di giovani volenterosi di mettersi in gioco per meglio capire la realtà circostante e la politica di oggi.     Per iniziare è stato proiettato un video che raccoglieva le interviste di ragazzi e ragazze circa i loro pensieri sull’importanza del voto, sull’assenteismo fra i giovani e sul rapporto esistente fra la politica e la vita quotidiana di tutti noi e delle nuove generazioni. Perché un giovane dovrebbe andare a votare? Ampiamente condiviso fra i ragazzi intervistati e confermato anche dal pubblico presente è stato l’accertamento di come in effetti esista un “gap”, un divario, fra le percezioni giovanili sulla politica e la politica in sé per come si atteggia e per i profili che suole assumere. Questo accade perché, da un lato, gli Under30 si sentono impotenti e neutralizzati rispetto a chi detiene il potere di governare, non riuscendo a creare un ponte di comunicazione e, dall’altro lato, le autorità competenti non sembrano interessarsi e comprendere la realtà giovanile, non provando effettivamente ad entrare in sinergia con essa. Il risultato è un allontanamento sempre più evidente fra le parti, che termina sfociando in un assenteismo dominante e nell’inconscio disinteresse dei giovani per i quali la realtà governativa, burocratica e decisionale appare così lontana, da non riguardarli neanche. Dunque, perché preoccuparsi di qualcosa che è così lontano? Purtroppo o per fortuna, questa realtà decisionale ricade su ciascuno di noi, anche se non sembra riguardarci direttamente.     La serata è poi proseguita in forma di dibattito fra i 4 ragazzi che hanno illustrato concretamente le idee di Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali circa delle tematiche specifiche portate in campagna elettorale. Ci sono stati anche numerosi interventi da parte del pubblico, cosa molto importante per far sì che si creasse un clima adatto fra coetanei per potersi confrontare in libertà. Si è discusso su argomenti di interesse comune, con particolare riferimento alle realtà più vicine a noi, si è parlato quindi di ricerca, università e lavoro, cercando di individuare delle possibili prospettive e delle idee concrete per il futuro. Essendo un mondo del quale si potrebbe parlare all’infinito, forse non basterebbe un articolo per raccontare tutto ciò che è stato detto, e forse ancora non è bastata una serata per dirsi tutto quello che ci si poteva dire; la cosa certa e motivante è il fatto di averci provato, in un piccolo bar della cittadina lecchese un gruppo numeroso di giovani ha provato a superare quel “gap”, ha scelto liberamente di partecipare ad un’iniziativa per parlare di vita civile. Dal nostro punto di vista, ciò che abbiamo visto domenica sera è rincuorante. La volontà di fare bene c’è, e bisognerebbe forse creare più occasioni come questa per sentirci più presenti e protagonisti! Perché la politica è forse uno degli aspetti che ci riguarda più da vicino e, al di là del sentore comune, qualcuno ne è molto consapevole. Buon voto a tutti!   (Le foto sono state prese dalla pagina Facebook - Giovani Democratici città di Lecco).

27/11/2017
Noi siamo dalla parte dei bambini, e tu?

Nella giornata di domenica, 19 novembre 2017, anche noi Quasi Amici siamo scesi in piazza, sul territorio barzaghese, per aderire alla campagna di raccolta fondi promossa dall'associazione di Telefono Azzurro, in occasione del 30esimo anniversario dalla sua fondazione, e della giornata internazionale dei diritti dell'infanzia. Telefono azzurro è una ONLUS nata per promuovere la tutela ed il rispetto dei diritti dei bambini ed adolescenti. Nello specifico si occupa di fornire risposte concrete alle loro richieste di aiuto. È infatti sempre più in aumento il numero di minori vittime di abusi, maltrattamenti e soggetti ad eventi traumatici familiari e sociali. Per tutta la mattinata ed il pomeriggio ci siamo incaricati di incentivare fra il pubblico il potenziamento delle risorse necessarie al compimento della missione, che costituisce un importante supporto ad una delle fasce d’età più indifese e fragili. Come simbolo della condivisione di tali valori è stata scelta la piccola Casetta di Luce in legno, ricordando quanto sia importante che i bambini vivano in un ambiente sereno, caloroso, sicuro, con persone che li rispettino, al riparo da qualsiasi tipo di violenza fisica e psicologica. Il male è un problema che ci perseguita da sempre, in tutte le sue forme, e purtroppo non sapremo mai se arriverà il giorno in cui tutti saremo considerati per chi siamo veramente, persone, che gioiscono, ridono, piangono, stanno male, provano sentimenti; però qualcosa possiamo fare, possiamo scegliere di non restare ai margini considerandoci esuli da queste circostanze, ma maturare la conoscenza, capire le realtà in cui le persone si trovano. Questo può migliorare l’empatia, unica vera forza che accresce il desiderio di aiutare. Noi stiamo lottando per questo, e tu?

21/09/2017
Gli uragani: fenomeni naturali o causati dall'uomo?

Abitazioni rase al suolo, un manto marrone che oscura le originarie aree verdi brillanti degli arcipelaghi americani ed un bilancio di vittime umane che potrebbe ancora aggravarsi: a qualche giorno di distanza da quella che si presume essere una tregua temporanea, questi sono solo alcuni degli effetti devastanti portati da Harvey prima ed Irma dopo, le tempeste tropicali che si sono avventate nelle scorse settimane al largo delle coste del Texas e della Florida. Poter prendere visione del fenomeno a posteriori ci permette un’analisi più critica di quella che è, in verità, una realtà non inusuale per le terre americane del Pacifico e dell’Atlantico. Gli uragani sono infatti delle perturbazioni che si verificano ciclicamente in certi periodi dell’anno, con le dovute variazioni, portando con sé venti sopra i 120 km/h e forti piogge. Penserete che non c’è da stupirsi, giustamente, se non fosse per il fatto che quest’ultima stagione sia stata particolarmente intensa, definita “sopra la media” dagli esperti, che con anticipo avevano pronosticano l’elevata attività dell’evento. Ma perché questo? Alcuni dei principali fattori scatenanti sono da individuarsi nel recente riscaldamento delle acque oceaniche e nell’innalzamento del loro potenziale termico, che hanno determinato condizioni atmosferiche favorevoli e predisposte alla formazione di uragani. In queste ultime due settimane ci siamo probabilmente trovati di fronte alle perturbazioni più potenti dell’ultimo decennio, classificate di categoria 4 e 5, con venti che hanno soffiato ad una velocità di 295 km/h nei picchi di maggior intensità. Lo stato di allerta non si ferma ed il pericolo è in agguato, si temono disastri ancora per le prossime ore. A questo punto, in molti di voi sarà spontaneamente sorta la domanda retorica sull’accaduto: il cambiamento climatico ha un ruolo in tutto ciò? Nonostante si tratti di una questione complicata per la quale non si possiedono sufficienti dati che consentano di stabilire delle precise tendenze, gli scienziati si sono pronunciati circa un’evidente correlazione fra le precipitazioni record e l’incremento della temperature dovuto alle attività umane. Che piaccia o meno e che si voglia credere o no, il riscaldamento globale non appartiene ad un futuro remoto, ma si sta già facendo realtà attraverso una progressiva estremizzazione di normali eventi atmosferici, con i quali, se si procede a questi ritmi, ben presto diverrà difficile convivere. I dati sull’aumento dei gas serra sono consistenti e parlano chiaro, il pianeta è a rischio. Ognuno di noi è responsabile nei confronti della casa che ci è stata donata. L'auspicio è in una piena presa di coscienza, ancora troppo carente fra cittadini e autorità, di un problema che non può essere trascurato, solo questa potrà forse essere la giusta motivazione che porterà a disinnescare un processo di autodistruzione e riattuare il pianeta in chiave sostenibile.