Blog > Cultura e Società > L’architetto del “Padiglione Feste” di Barzago esposto alla biennale di Venezia 2018.

L’architetto del “Padiglione Feste” di Barzago esposto alla biennale di Venezia 2018.

03/06/2018

Anche quest’anno, come ogni due anni, a Venezia si tiene la Mostra Internazionale di Architettura, giunta ormai alla sua 16a tornata. “FREE SPACE” è il tema scelto per l’edizione 2018 della prestigiosa esposizione internazionale.

“Spazio libero”, ovvero spazio pubblico e gratuito, è un tema pensato per mostrare e valorizzare quei progetti che rendono servizio alle comunità nel loro complesso, anche laddove ci sono necessità inespresse, limitate o che offrono scarse possibilità commerciali. Sono strutture cioè in cui si palesa l’aspetto più “generoso” dell’architettura: lo spazio che, adeguatamente plasmato, viene donato alla collettività, alla cittadinanza che ne può usufruire liberamente.

Tra le 70 opere di architetti italiani selezionate per essere esposte dal 27 maggio al 25 novembre al Padiglione Italia ce ne sarà anche una dello studio lecchese LFL Architetti (Luconi architetti associati, Fumagalli Sergio e Lavorincorso). Questi nomi non vi dicono niente? Ebbene Fumagalli Sergio è l’architetto ideatore del nostro padiglione feste di Barzago.

(I componenti dello Studio LFL Architetti di Lecco: Sergio Fumagalli è il secondo da sinistra)

Riconoscibile anche da lontano grazie ai suoi colori sgargianti, questo edificio - dice la scheda del progetto - “è stato concepito come un volume articolato che, partendo dalla sua quota più bassa contenente il blocco dei servizi, si slancia mediante la copertura, con un movimento “decostruttivista”, raggiungendo un’altezza rilevante che si confronta con il volume della palestra antistante, fungendo da protezione allo spazio aperto sottostante.”

Intenzione dell’Amministrazione di Barzago era quella di realizzare un contenitore permanente destinato a ospitare le manifestazioni estive, particolarmente sentite e diffuse nel territorio, sostituendo così le precedenti strutture temporanee e poco funzionali. Obiettivo raggiunto si direbbe, considerando l’alto numero di prenotazioni che questa struttura riceve ogni estate.


(i colori sgargianti del Padiglione Feste di Barzago brillano anche di sera)

Tuttavia non è questo il progetto per cui lo studio lecchese è stato chiamato ad esporre in Laguna: bensì il prestigioso riconoscimento è arrivato per l’innovativa “Velostazione” di Cesano Maderno (MI). Ideata nel 2014, la Velostazione è stata realizzata a fianco della stazione ferroviaria per poter offrire ai pendolari che arrivano in bici un luogo sicuro e riparato dove lasciare il proprio mezzo.

“Tutta l’opera ha come bussola la leggerezza e l’ecosostenibilità” afferma l’architetto Piero Luconi ”è energeticamente autosufficiente, completamente automatizzata e dotata di una copertura leggera e colorata che ben la armonizzano nel contesto urbano. Può contenere fino a 180 biciclette, l’ingresso è a mezzo di un tornello che si apre con l’utilizzo della CRS, la carta regionale dei servizi ed è totalmente gratuito”.

(La velostazione di Cesano Maderno, il progetto selezionato per essere esposto alla 16a biennale di architettura di Venezia)

Il lavoro dello studio lecchese è stata compreso in uno degli otto itinerari che compongono l’installazione “ARCIPELAGO ITALIA” che copre progetti provenienti dall’intero territorio nazionale, e più precisamente nell’itinerario numero 1, dedicato alle Alpi Occidentali.

Che dire? A questo punto …. Non ci resta che prenderci un biglietto del treno direzione Venezia. C’è tempo fino al 25 novembre.

(E magari in stazione… andiamoci in bici!)

(L'interno della Velostazione)

(ARCIPELAGO ITALIA, installazione espositiva situata all'Arsenale di Venezia)

Scritto da: Gabriele Sirtori