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Nokia is back again!

  In un evento tenutosi Domenica 25 febbraio al MWC di Barcellona, Nokia ha presentato la sua linea di terminali per il 2018. Stiamo parlando del Nokia 8 Sirocco, Nokia 7 Plus, Nokia 6 (2018), Nokia 1 e Nokia 8110 4G. C’è da precisare che il Nokia 6 (2018) non è del tutto inedito perché è già stato lanciato a inizio anno nel mercato cinese. Vi lasciamo sotto le specifiche tecniche dei vari terminali: NOKIA 8 SCIROCCO Dimensioni 140,93 x 72,97 x 7,5 mm Display 5.5" QHD pOLED, Gorilla 5, 3D Fotocamere doppia posteriore Grandangolo 12MP (f/1.7)+ 13 MP (f/2.6) dual-tone flash; Fotocamera frontale 5 MP, display flash Memoria interna 128 GB RAM 6 GB LPPDDR 4X Processore Qualcomm Snapdragon 835 Sistema operativo Android Oreo Velocità rete LTE 600 Mbps in download \ 150 Mbps in upload WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (MIMO) USB Tipo-C   Connettore audio jack cuffie da 3.5 mm Sensori Sensore per impronte digitali posteriore, ALS/PS, sensore G, bussola E, girobussola, sensore Hall, barometro Altri GPS/AGPS+GLONASS+BDS, NFC, ANT+ Bluetooth® 5.0, ANT+ Batteria integrata 3250 mAh con ricarica Qi Wireless   NOKIA 7 PLUS Dimensioni 158.38 x 75.64 x 9.55 mm Display 6" LCD IPS Full-HD+, Gorilla 3 Fotocamere doppia posteriore 12MP f/1.75 2PD + 13MP f/2.6, con ottica ZEISS e doppio flash; Fotocamera frontale 16MP con ottica ZEISS Memoria interna 64 GB MicroSD fino a 256 GB RAM 4 GB LPPDDR4 Processore Qualcomm® Snapdragon™ 660 Sistema operativo Android Oreo Velocità rete LTE 300 Mbps in download \ 50 Mbps in upload WiFi 802.11 a/b/g/n/ac USB Tipo-C Connettore audio jack cuffie da 3.5 mm Sensori Sensore per impronte digitali posteriore, sensore di illuminazione ambientale, sensore di prossimità, accelerometro, bussola digitale, giroscopio, sensore di Hall Altri GPS/AGPS+GLONASS+BDS, NFC Bluetooth 5.0 Batteria integrata 3800 mAh   NOKIA 6 (2018) Dimensioni 148.8 x 75.8 x 8.6 mm Display 5.5" LCD IPS, Full-HD, Gorilla 3 Fotocamere doppia posteriore 16MP, f/2, doppio flash; Fotocamera frontale 8MP, f/2 Memoria interna 32 GB MicroSD fino a 128 GB RAM 3 GB LPPDDR4 Processore Qualcomm® Snapdragon™ 630 Sistema operativo Android Oreo Velocità rete LTE 150 Mbps in download \ 50 Mbps in upload WiFi 802.11 a/b/g/n USB Tipo-C Connettore audio jack cuffie da 3.5 mm Sensori Sensore per impronte digitali posteriore, sensore di illuminazione ambientale, sensore di prossimità, accelerometro, bussola digitale, giroscopio, sensore di Hall Altri GPS/AGPS+GLONASS+BDS+FM/RDS, NFC Bluetooth 5.0 Batteria integrata 3000 mAh   NOKIA 1        Dimensioni 133.6 x 67.78 x 9.5 mm        Display 4.5” FWVGA touchscreen a 5 dita        Fotocamere principale 5MP flash; Fotocamera frontale  2MP        Memoria interna 8 GB        MicroSD fino a 128 GB        RAM 1 GB LPPDDR3        Processore MT6737M Quad Core da 1.1GHz        Sistema operativo Android Oreo 8.1 (Go Edition)        Velocità rete LTE Cat. 4        WiFi 802.11 b/g/n        USB MicroUSB        Connettore audio jack cuffie da 3.5 mm        Radio FM        Sensori sensore di prossimità, luminosità ambientale, accelerometro        Altri GPS/AGPS        Bluetooth 4.2        Batteria sostituibile 2150 mAh NOKIA 8110 4G        Dimensioni 133.45 x 49.3 x 14.9 mm        Display schermo curvo da 2.45”        Fotocamere principale posteriore 2MP flash LED        Memoria interna 4 GB        RAM 512 MB        Processore Qualcomm Snapdragon 205        Sistema operativo Smart Future con KaiOS        Velocità rete LTE Cat. 4        WLAN IEEE 802.11 b/g/n        USB MicroUSB        Connettore audio jack cuffie da 3.5 mm        Radio FM        Altri GPS/AGPS        Bluetooth 4.1        Batteria sostituibile 1500 mAh  

Samsung Galaxy S9 e S9+

Nella serata di domenica 24 febbraio Samsung ha presentato al mondo i suoi smartphone di punta del 2018, ovvero i Galaxy S9 e S9+. DESIGN   Quest’ultimi esteticamente riprendono quanto di buono fatto con i loro predecessori, tranne che per il sensore di impronta digitale che si posiziona sempre nella parte posteriore, ma questa volta sotto la fotocamera, al centro, e non da parte: decisamente più comodo. Il più piccolo dei due, cioè Galaxy S9, è dotato di un display da 5.8 pollici, mentre S9+ ne monta uno da 6.2 pollici. Entrambi sono 18,5:9 Super Amoled.   HARDWARE Il processore montato è un Exynos 9810 (in versione Europea) accompagnato da una GPU Mali-G72MP18. Negli USA invece, al posto dell’ Exynos 9810, ci sarà il Qualcomm Snapdragon 845. Il nuovo modem è 4.5 G+ e permette di raggiungere gli 1.2 Gpbs in download e 200 Mbps in upload. Ovviamente il tutto è seguito da Bluetooth 5.0, GPS e WiFi a/b/g/n/ac Dual Band. Le memorie all’interno sono da 4/6 GB di RAM, 64/128/256 GB di memoria interna espandibile fino ai 400 GB tramite micro sd. La seconda grande novità riguarda l’audio: sono presenti due altoparlanti con effetto Surround Dolby Atmos, il primo posizionato in basso e il secondo costituito dalla capsula auricolare. Batterie da 3000 mAh su S9, mentre sul fratello più grande (S9+) si hanno 3500 mAh, stessi valori presenti sui predecessori. La certificazione IP68 non manca sui flagship della casa tecnologica sud-coreana.   SOFTWARE I due flagship montano la Samsung Experience 9.0 con Android Oreo 8.0. Un’altra piccola novità sono le AR Emoji: il machine-learning analizza un’immagine in 2D dell’utente e studia il viso dell’utente per creare un modello 3D che riflette e imita le espressioni.   CAMERA Galaxy S9 ha una singola fotocamera posteriore da 12 MP con apertura da f/1.4 a 2.5, mentre S9+ ha ben due camere da 12 MP sempre con apertura da f/1.4 a 2.5. Questa è una delle innovazioni principali di questo smartphone, perché queste camere permettono di scattare ottime foto anche in situazioni di scarsa luminosità.  Aggiunta anche la possibilità di registrare video in super slow motion a 960 fps. PREZZI Disponibili nelle colorazioni Midnight Black, Coral Blue e nella nuova tonalità Lilac Purple, i Galaxy S9 e S9+ saranno disponibili rispettivamente a 899€ e 999€.  

MWC 2018 - VIVO APEX

Durante il MWC di quest’anno, molti produttori hanno “preso spunto” (per non dire copiato) il cosiddetto notch dell’iPhone X, risultando un po’ monotoni. Non è però il caso di Vivo Apex, il cui punto forte è sicuramente il sensore per le impronte digitali integrato nello schermo: la parte sensibile del display è grande un terzo dello stesso e consente di registrare fino a due impronte contemporaneamente. Questo concept phone deriva dal precedente modello prodotto da Vivo (commercializzato in Cina come X20 Plus UD), dal quale eredita lo schermo OLED necessario per illuminare e scannerizzare le impronte; non è ancora chiaro però se adotta anch’esso la tecnologia di Synaptics. Altre feature interessanti sono quelle della fotocamera anteriore e della capsula auricolare. Essendo infatti quasi totalmente sprovvisto di bordi (il display occupa circa il 98% della parte anteriore del dispositivo), è stato necessario nascondere la camera in un meccanismo a scomparsa nella parte superiore dello smartphone, come fosse un periscopio. L’audio in chiamata invece è riprodotto facendo vibrare l’intero display come se fosse la membrana di un altoparlante, permettendo quindi di sentire anche senza tenere lo smartphone poggiato sull'orecchio. Secondo alcuni rumors Apex verrà lanciato ufficialmente in Cina il 5 marzo, ma non senza alcuni piccoli difetti. Basti pensare che la tecnologia dietro al fingerprint non permette di sbloccare il telefono alla stessa velocità dei sensori tradizionali; inoltre stando a chi ha potuto provarlo si hanno risultati migliori schiacciando il dito sullo schermo e non solo appoggiandolo. I progressi ci sono e sono evidenti, e nonostante qualche acciacco questa nuova tecnologia fa ben sperare per il futuro.

Votare non è importante? È l'unica strategia vincente

A vedere l’attuale corsa elettorale non c’è dubbio: la voglia di votare è poca. Le alternative appaiono scadenti, a noi giovani nessuno sta dando una seria proposta per il nostro futuro e da tutte le parti arrivano promesse sterili, vere e proprie mancette elettorali. Senza contare poi tutti quelli poi che da queste promesse si fanno abbindolare. Ma perché li facciamo votare? Qualcuno ha scritto che forse bisognerebbe mettere il voto selettivo: solo chi ha una certa conoscenza minima di come funziona lo Stato può ottenere la scheda elettorale. Se poi vogliamo vederla tutta, non si è nemmeno sempre votato. In Italia fino al 1848 non esisteva il suffragio universale (si sta parlando di 170 anni fa, una miseria in termini storici) e anche in quel caso era limitato ai cittadini più abbienti. Chiaro: allora non far votare gli ignoranti voleva sostanzialmente dire non far votare i poveri, ovvero i contadini, i piccoli commercianti e gli artigiani. Si veniva così a creare un circolo vizioso: i ricchi, gli intellettuali, la media-alta borghesia votava e faceva i propri interessi e intanto i poveri, esclusi, diventavano sempre più poveri. Le cose sono veramente cambiate solo dopo la seconda guerra mondiale: in un Paese distrutto, poverissimo, con un piano miliardario di aiuti in arrivo dall’America e un concreto pericolo di deriva Stalinista per far rinascere l’Italia serviva il voto di tutti. È il 2 giugno 1946. Negli anni della prima repubblica però tutto si basava su un presupposto: la coesione sociale. Viene in mente il titolo de L’Unità l’indomani dei funerali di Berlinguer: scritto in rosso e a caratteri cubitali diceva: “TUTTI”. Tutti i voti erano importanti, tutti dovevano beneficiare delle riforme politiche del governo vincitore, tutti erano coinvolti nel grande gioco della politica. Non solo chi ha fatto l’università, chi ha una professione intellettuale, chi ha tempo (e soldi) per leggere e interessarsi alla cosa pubblica. TUTTI. Era anche un’Italia in cui il tessuto sociale era più omogeneo. Oggi non è più così. La disuguaglianza sta crescendo a ritmi altissimi, l’ascensore sociale si è rotto, la crescita economica è ferma e resta forte la sensazione che NON TUTTI servano. Ben vengano gli ingegneri, gli economisti (specialmente quelli delle scuole private), ma per chi ha studiato altro il mondo del lavoro è sempre più un collo di bottiglia. Molti elettori sono demoralizzati: sentono che la politica non guarda a loro ma ad altre classi sociali già di per sé molto avvantaggiate (pensate al mito del bocconiano start-upper) o a questioni apparentemente lontane (come la questione del ritorno del fascismo che la sinistra legge come problema e non come sintomo). I giovani non sentono parlare del loro futuro, i disoccupati, i precari non specializzati non sentono parlare di garanzie ma solo di mancette elettorali. Non si sentono presi in causa, e quindi non votano. Si ritorna al circolo vizioso di cui parlavo prima: il voto di certe categorie non arriva, ne beneficiano le altre (i pensionati, gli imprenditori, i lavoratori stabili, i liberi professionisti) trovandosi al governo leader politici che si rivolgono alle seconde (che magari li rieleggono) e non alle prime (che tanto non votano). Poi si ritornerà alla solita scusa: di queste categorie svantaggiate si dirà che sono fannulloni, ignoranti, pigri che non si vogliono aggiornare, mammoni, e così via… fino a togliere loro totalmente la legittimità di esprimere un parere. Non ci credete? Guardate al voto di protesta di 5 anni fa, quello che ha visto l’inaspettato successo dei 5 stelle: sono state proprio queste classi “dimenticate” a far trionfare quello che subito è stato etichettato come “POPULISMO”, parola il cui valore semantico è negativo e tradotto per esteso indica “masse di persone poco istruite e di scarso buon senso che si fanno abbindolare da leader che parlano alla loro pancia senza una chiara visione a lungo termine”. Ignorantoni. Così con un’unica parola si è liquidato il voto di milioni di persone. È per questo che alle votazioni di quest’anno bisogna assolutamente partecipare. Noi giovani in particolare, che siamo le vittime maggiori dell’attuale miopia politica. Bisogna tornare a contare nei numeri, far vedere che ci siamo, che abbiamo idee, perplessità, che ci sono programmi che ci piacciono di più e programmi che ci piacciono di meno, sebbene forse nessuno ci convinca in maniera assoluta. Votare quindi non è importante perché è un dovere civile. È indispensabile perché fa parte di una strategia, l’unica possibile per il nostro futuro: contare qualcosa, farci ascoltare, comparire sulle statistiche, far tornare i politici a parlare con noi, e non di noi. Coraggio.

Huawei Mate 10 Pro

Pochi giorni fa Huawei ha presentato due nuovi terminali di fascia alta, ovvero Mate 10 Lite e Mate 10 Pro.In questo articolo si parlerà nello specifico di Mate 10 Pro, in quanto sarà l’unico ad essere disponibile in Italia. DESIGN Questi smartphone rientrano nella categoria dei cosiddetti “phablet”, ovvero quei telefoni con uno schermo più ampio del normale; in questo caso si tratta rispettivamente di 5,9” per Mate 10 Lite e di 6” per Mate 10 Pro. Parlando di altre caratteristiche fisiche, gli smartphone disporranno di una cornice in metallo (con bordi intorno allo schermo minimi) e di un retro in vetro, con una particolare fascia di tonalità diversa nella zona delle fotocamere; inoltre i bordi saranno stondati per garantire una presa migliore.Le fotocamere saranno due sul posteriore (una a colori e una in bianco e nero, prodotte da LEICA) ed una sull’anteriore. Sempre sul retro troveremo il sensore di impronte digitali ed i vari sensori per le fotocamere. CARATTERISTICHE TECNICHE I tasti fisici sui bordi saranno i classici per accendere/spegnere il dispositivo e abbassare/alzare il volume; è presente un connettore USB type-C, mentre nella versione Pro non c’è un connettere jack 3.5 per eventuali cuffie (nella confezione sarà incluso un adattatore). In compenso, Mate 10 Pro avrà la certificazione IP67, cioè sarà resistente a schizzi d’acqua e polvere. La particolarità di questi dispositivi sarà però nel processore: il nuovo Kirin 970 infatti includerà un coprocessore per gestire i sensori ed una unità riservata al calcolo neurale. Queste aggiunte permetteranno, per esempio, di riconoscere in tempo reale un volto mentre si sta per scattare una foto e quindi di sfocare lo sfondo per ottenere un effetto “boquet”; oppure sempre durante una foto, il processore sarà in grado di riconoscere automaticamente il soggetto della foto, sia esso un volto, un vaso di fiori o un paesaggio, e quindi regolarsi in automatico. Inoltre, grazie al sistema ISP le foto scattate al buio avranno una qualità molto elevata.Per il resto si tratta di terminali che non hanno nulla da invidiare ai top di gamma di altre marche: a seguire troverete una piccola tabella riassuntiva. HUAWEI Mate 10 LiteSchermo: 5,9” LCD in 16:9, QHD (2560*1440)CPU: Kirin 970 con processore neuraleMemorie: RAM 4GB, ROM 64GB (espandibile) Batteria: 4000 mAhCamera: posteriore 20MP b/w + 12MP rgb, F1.6 + F1.6; anteriore 8MP F2.0OS: Android 8.0 Oreo HUAWEI Mate 10 ProSchermo: 6” AMOLED in 18:9, FHD+ (2160*1080)CPU: Kirin 970 con processore neuraleMemorie: RAM 6GB, ROM 128GB (non espandibile)Batteria: 4000 mAhCamera: posteriore 20MP b/w + 12MP rgb, F1.6 + F1.6; anteriore 8MP F2.0OS: Android 8.0 Oreo  

Streaming legale in Italia: sì, ma dove?

Un tempo per vedere film e serie tv si dovevano aspettare settimane, mesi e a volte anni. Quante volte vi è capitato di perdere un episodio chiave di una serie tv e poi perderne l’interesse perché non ne capite più lo sviluppo? Per fortuna ora è possibile poterle guardare dove, come e, soprattutto, quando ne abbiamo il bisogno grazie alle piattaforme di streaming legali che possiamo utilizzare nel nostro paese. Di seguito vi elencherò e spiegherò le più famose piattaforme di streaming legali in Italia. NETFLIX È il più blasonato sito di questa categoria a livello internazionale. Servizio completo: si spazia tra serie tv, film, cartoni animati per bambini, anime, comedy show e documentari. Offre un parco titoli molto ampio soprattutto riguardante le serie tv, infatti quelle prodotte dalla stessa azienda sono di ottima qualità e hanno reso ancora più famosa questa piattaforma. Il servizio è usufruibile da Smart Tv, tablet, smartphone e pc. Costo: si parte da un piano “base” con una sessione di streaming alla volta e definizione standard a 7,99 euro al mese, un piano “Standard” con due sessione di streaming contemporanee e visione in HD a 9,99 euro al mese, un piano “Premium” fino a 4 sessioni e visione in 4K a 11,90 euro al mese. Il primo mese di abbonamento è gratuito. AMAZON PRIME VIDEO È l’ultimo sbarcato sulla penisola italica, pochi contenuti rispetto ai suoi concorrenti, ma comunque sono di ottima qualità: anch’esso spazia da serie tv, film, cartoni animati per bambini, anime e documentari. Produce serie originali che lo rendono appetibile dai molti, come “Mozart in the Jungle” o “The Grand Tour”. Il servizio è usufruibile da Smart Tv, tablet, smartphone e pc. Costo: visto che è un prodotto del grande sito online Amazon, è compreso nell’abbonamento di Amazon Prime dal prezzo di 20 euro all’anno. Visione fino al 4k con 3 sessioni massime contemporanee. Il primo mese di abbonamento è gratuito. RAIPLAY Sito on demand del servizio pubblico televisivo RAI e offre la possibilità di guardare alcuni film e serie tv trasmessi sui suoi canali televisivi. La caratteristica migliore, assieme alla fruizione di contenuti già trasmessi in tv, è quella di vederli anche in diretta, come se li si stesse vedendo alla tv.  Il servizio è usufruibile da Smart Tv, tablet, smartphone e pc. Costo: gratuito. MEDIASET ON DEMAND È il cugino della concorrente RAIPLAY, ma di casa Mediaset. Offre il medesimo servizio.  Il servizio è usufruibile da Smart Tv, tablet, smartphone e pc. Costo: gratuito. VVVVID Nato da un progetto italiano nel 2014 e visibile solo nel nostro paese, questa piattaforma è di fatto una comoda TV online che permette la fruizione di tutti i contenuti.  VVVVID offre un parco titoli di anime sempre aggiornato e se siete fan del genere vi troverete “a casa vostra”. A volte alcuni anime vengono resi disponibili su questa piattaforma prima di quelle concorrenti presenti sul suolo italiano. Per quanto riguarda le serie tv e i film invece il numero di contenuti offerti è sensibilmente minore. Il servizio è usufruibile tramite app da tablet, smartphone oppure in versione desktop da pc. Costo: gratuito, tranne per la visione di 2 o 3 pubblicità da 30 secondi ciascuno prima della visione di qualsiasi contenuto. Infatti la piattaforma si mantiene grazie alle pubblicità guardate dagli utenti. CRUNCHYROLL È una piattaforma ideale chi è interessato a guardare anime giapponesi. Offre anche serie tv e film di origine asiatica, ma in quantità minore rispetto ai primi nominati. Il parco titoli è sempre aggiornato con episodi che vengono sottotitolati in italiano e messi a disposizione il giorno dopo la messa in onda nel paese d’origine. Il servizio è usufruibile da Smart Tv, tablet, smartphone e pc. Costo: il piano gratuito prevede la fruizione limitata dei contenuti e la definizione standard con l’inserimento di pubblicità durante la visione; il piano “Premium” prevede la definizione fino al Full HD e l’accesso totale ai contenuti, al costo di 4,99 euro/mese; il piano “Premium+” prevede la definizione fino al Full HD, accesso totale ai contenuti e sconti e ingressi VIP agli eventi di Crunchyroll.

iPhone 8 e iPhone 8 Plus

Come ogni anno, Apple ha presentato la sua nuova gamma di prodotti tecnologici al Keynote del 12 Settembre. Come tutti si aspettavano è stato svelato il nuovo iPhone 8 (e 8 Plus): quali saranno le novità introdotte con questi modelli? In realtà poche. DESIGN Partiamo subito con il design: è rimasto praticamente invariato rispetto ad iPhone 7/7Plus, ad eccezione del retro che ora è in vetro. A detta di Apple sarebbe addirittura il vetro più resistente di semp...re. Vedremo. Lo schermo rimane un 4,7” di diagonale per l’8 e un 5,5” per 8 Plus, con ovviamente tutte le caratteristiche tipiche dei display Apple (tecnologia Retina HD, 3D Touch). In aggiunta abbiamo il True Tone, che regola automaticamente le condizioni di luce delle foto, ed il supporto all’HDR. FOTOCAMERA  Migliorano anche le fotocamere, che saranno in grado sia di scattare ottime foto, sia di girare video addirittura in risoluzione 4K a 60 fps o in FullHD a 120 o 240 fps! Attenzione però, i video in queste risoluzioni occupano molto spazio. Una menzione particolare va alla doppia camera di 8 Plus, che permetterà, tramite il nuovo software, di gestire l’illuminazione dei ritratti come in uno studio fotografico. CARATTERISTICHE TECNICHE   I nuovi iPhone monteranno dei nuovi processori chiamati A11 Bionic: grazie al suo “motore neurale” e alla maggiore potenza, sarà in grado di gestire applicazioni in realtà aumentata senza difficoltà. Rimangono il pulsante Home frontale con lettore di impronte digitali e l’assenza del jack per le cuffie (è presente il solo connettore Lightning). Finiamo con il parlare di autonomia e ricarica: una novità infatti sarà la possibilità di ricaricare lo smartphone tramite wireless, semplicemente poggiandolo su una base apposita. PREZZI Insomma, quest’anno le novità non sono molte e nemmeno così eclatanti, tanto che non si farebbe fatica a definire questi modelli “iPhone 7s e 7s Plus”. In ogni caso, saranno disponibili a partire dal 22 Settembre 2017 con i seguenti prezzi: • iPhone 8 (64GB): 839€ • iPhone 8 (256GB): 1009€ • iPhone 8 Plus (64GB): 949€ • iPhone 8 Plus (256GB): 1119€ I colori tra cui scegliere saranno i classici Argento, Oro e Grigio Siderale.

Smartwatch: parliamone

Siete possessori di uno smartwatch? Se la risposta è sì, sicuramente almeno una volta qualcuno ti avrà detto che non serve assolutamente a nulla.Come dargli torto? All'apparenza è un orologio che non funziona se non connesso al telefono, non fa nulla più del telefono stesso e la batteria dura, quando va bene, poco più di un giorno.Eppure sempre più marchi stanno cominciando a produrne e venderne e i numeri fanno riflettere: possiamo trovare modelli di tutte le fasce e prezzi. Si va dal semplice bracciale per gli sportivi - che mostra l'ora e traccia il tempo percorso correndo - agli smartwatch di lusso, con cinturini di valore. Passando per Samsung e Apple, che come al solito si rincorrono a colpi di tentativi di introdurre qualcosa di nuovo in grado di stupire il grande pubblico. Secondo Apple e secondo il mercato finanziario, l'ultimo Apple Watch presentato al Keynote di questa settimana fa paura a molti concorrenti produttori di orologi tradizionali, tra cui Swatch, che ha perso in borsa più del 4%, che si traduce in cifre in dollari da capogiro. Il mercato dell'Apple Watch, come numeri e guadagni, secondo le stime si avvicina a quello di Rolex e altri marchi molto famosi. Ok ma, a cosa servono?   Da possessore di uno smartwatch, ormai vecchio di 2 o 3 anni ma che svolge ancora più o meno bene i suoi compiti, non posso fare altro che elogiarne le funzionalità: leggere i messaggi o rispondere alle chiamate senza nemmeno dover toccare il telefono che magari è in tasca o sul tavolo (mentre sono sul divano) viene spesso davvero comodo. Per non parlare della possibilità di cambiare canzone, attivare Shazam, avere un navigatore al polso. O far squillare il telefono quando non lo trovo più, e molto altro ancora. Ma se potesse salvarmi la vita? Lasciando perdere le sigle e i numeri di processori e memorie, che nella maggior parte dei casi importano poco a chi compra, per come la vedo io Apple ha migliorato il suo prodotto sfruttando una caratteristica importante di questi oggetti: l'essere sempre al polso del possessore. Tra le novità importanti, infatti, troviamo miglioramenti significativi all'applicazione di monitoraggio dei battiti del cuore. Nella sua ultima versione, è in grado di rilevare anomalie e di segnalarle: battiti mancati o di troppo, irregolarità e simili, che possono rilevarsi sintomi di un problema di salute.Introducendo in contemporanea anche la funzionalità "Cellular", che consente all'Apple Watch di connettersi alle reti mobili utilizzando il numero di telefono impostato sull'iPhone anche quando quest'ultimo non risulta connesso, di fatto si arriva ad avere un dispositivo che mi controlla costantemente il cuore in cerca di eventuali anomalie. Se il mercato prende questa piega, questi dispositivi potrebbero diventare davvero interessanti, magari in grado di monitorare anche altri parametri vitali e salvare davvero la vita in caso di urgenze. Staremo a vedere dove ci porteranno ricerca e progresso. Che ne pensate?

Colazione con Xbox one X

Alla mezzanotte di lunedì è stata ufficialmente lanciata la nuova Xbox One X, la console più potente al mondo. Noi di Quasi Amici abbiamo approfittato dell’evento per partecipare all’anteprima di Microsoft con l’ospite speciale Andrea Galeazzi.  L’articolo non vuole recensire la console ma parlare dell’intervento di Galeazzi all’anteprima.  La mattinata è stata piuttosto concentrata, infatti in un unico spazio e in poche ore si sono alternate prove della console stessa, l’intervento del famoso recensore e la colazione vera e propria. L’organizzazione dell’evento è stata buona, con orari rispettati in pieno, spazi ben utilizzati, una dislocazione abbastanza ottimale di schermi, espositori e postazioni di prova. Unica pecca è stata che sue parti fosse molto caotica, nulla infatti tratteneva i partecipanti dall’assieparsi al banco della colazione e alla distribuzione di gadget. La presentazione della console è stata buona, si sono evidenziati i suoi punti di forza, senza che i “relatori” avessero paura di rispondere a domande scomode sulle sue debolezze. Nota dolente dell’evento è stata la sua parzialità, Galeazzi ha infatti provato ad evidenziare alcuni difetti del dispositivo ma è stato prontamente sovrastato dal presentatore, troppo ignorante in argomento a parere di chi scrive, che spesso ha interrotto l’ospite con battute, anche non pienamente riuscite, gli ha impedito di fatto una presentazione a tutto tondo della nuova Xbox. La sua pecca più vistosa è stato l’incessante ripetere che quella presentata è la console più potente al mondo, come se fosse l’unica virtù (a lui nota?) della console. La mattinata è stata nel complesso piacevole e utile per fare la conoscenza della nuova console di casa Microsoft e per inserirla nel panorama del console gaming odierno. Da elogiare anche la digressione in cui sono stati proposti ai presenti i nuovi progetti Microsoft (di cui alcuni già attivi ma non arrivati in Italia), ogni progetto è stato ben presentato in ogni suo aspetto e a dirla tutta lasciano ben presagire per il futuro.

iPhone X

  Ieri sera, presso lo Steve Jobs Theater, Apple ha annunciato a iPhone X (da leggere “ten”, cioè dieci), il telefono del decennio della nota compagnia della mela. DESIGN   Si tratta del primo dispositivo mobile della Apple ad abbracciare il design borderless, una caratteristica che ha inciso molto sulle novità introdotte. Realizzato in vetro sia sul fronte che sul retro e ha una cornice in acciaio. Eliminando quasi totalmente le cornici, questo smartphone risulta decisamente più compatto, nonostante abbia uno schermo con una diagonale maggiore rispetto a quella di un iPhone 7 Plus: infatti iPhone X monta un display da 5.8 pollici, OLED, per dei colori più vividi, brillanti e che ottimizza i consumi. FACE ID E SIRI       Su iPhone X scompaiono il tasto Home e anche il Touch ID. Ora per sbloccare il telefono cosa si deve fare? La soluzione pensata da Apple è il Face ID: basterà guardare lo smartphone per fa si che il telefono ci riconosca e si sblocchi. Funzionerà anche con gli occhiali e al buio. Grazie al nuovo processore A11 Bionic e ai sensori integrati nella “piega” all’interno della cornice superiore, Face ID imparerà a conoscerci nel tempo e sarà anche in grado di farlo anche con o senza barba, con i capelli lunghi o corti, e anche nell’eventualità in cui si indossi un cappello. Apple ha messo l’accento sulla privacy: nessun volto andrà in rete, poiché tutti i dati risiedono su un chip criptato, come già lo erano le impronte del Touch ID. Face ID si potrà usare anche per i pagamenti con Apple Pay.Per attivare Siri, invece, si potrà premete il tasto laterale. FOTOCAMERA Fotocamera superiore ai suoi predecessori, con tanto di doppia stabilizzazione ottica sulle due lenti posteriori, in modo da scattare sempre foto che non risultino mosse. Miglioramenti anche per la fotocamera anteriore, che grazie al Face ID consente di acquisire selfie con un’ottima profondità di campo. ANIMOJI   Su iPhone X arrivano le “Animoji”, che sono delle emoji animate in base alle espressioni del proprio volto. In concreto, possiamo far assumere espressioni e anche dare voce alle nostre emoticons.   RICARICA WIRELESS     Ultima, ma non meno importante, menzione all’introduzione della ricarica wireless: a tal proposito Apple venderà un apposito caricatore, chiamato Air Power, per alimentare contemporaneamente iPhone X (o iPhone 8), Apple Watch e Air Pods.   PREZZI E DISPONIBILITA’ In Italia si parte con la versione da 64 GB a 1189 euro, che diventano 1359 per la top da 256 GB.Arriverà in due colorazioni: nero e argento.IPhone X sarà disponibile al preordine dal 27 ottobre, mentre nei negozi dal 3 novembre.Pagare uno smartphone più di 1000 ne vale la pena? Per i dettagli sulle specifiche tecniche, guardate la foto sottostante.