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Smartwatch: parliamone

23/11/2017

Siete possessori di uno smartwatch?

Se la risposta è sì, sicuramente almeno una volta qualcuno ti avrà detto che non serve assolutamente a nulla.
Come dargli torto? All'apparenza è un orologio che non funziona se non connesso al telefono, non fa nulla più del telefono stesso e la batteria dura, quando va bene, poco più di un giorno.
Eppure sempre più marchi stanno cominciando a produrne e venderne e i numeri fanno riflettere: possiamo trovare modelli di tutte le fasce e prezzi. Si va dal semplice bracciale per gli sportivi - che mostra l'ora e traccia il tempo percorso correndo - agli smartwatch di lusso, con cinturini di valore. Passando per Samsung e Apple, che come al solito si rincorrono a colpi di tentativi di introdurre qualcosa di nuovo in grado di stupire il grande pubblico.
Secondo Apple e secondo il mercato finanziario, l'ultimo Apple Watch presentato al Keynote di questa settimana fa paura a molti concorrenti produttori di orologi tradizionali, tra cui Swatch, che ha perso in borsa più del 4%, che si traduce in cifre in dollari da capogiro.
Il mercato dell'Apple Watch, come numeri e guadagni, secondo le stime si avvicina a quello di Rolex e altri marchi molto famosi.

Ok ma, a cosa servono?

 

Da possessore di uno smartwatch, ormai vecchio di 2 o 3 anni ma che svolge ancora più o meno bene i suoi compiti, non posso fare altro che elogiarne le funzionalità: leggere i messaggi o rispondere alle chiamate senza nemmeno dover toccare il telefono che magari è in tasca o sul tavolo (mentre sono sul divano) viene spesso davvero comodo. Per non parlare della possibilità di cambiare canzone, attivare Shazam, avere un navigatore al polso. O far squillare il telefono quando non lo trovo più, e molto altro ancora.

Ma se potesse salvarmi la vita?

Lasciando perdere le sigle e i numeri di processori e memorie, che nella maggior parte dei casi importano poco a chi compra, per come la vedo io Apple ha migliorato il suo prodotto sfruttando una caratteristica importante di questi oggetti: l'essere sempre al polso del possessore.
Tra le novità importanti, infatti, troviamo miglioramenti significativi all'applicazione di monitoraggio dei battiti del cuore. Nella sua ultima versione, è in grado di rilevare anomalie e di segnalarle: battiti mancati o di troppo, irregolarità e simili, che possono rilevarsi sintomi di un problema di salute.
Introducendo in contemporanea anche la funzionalità "Cellular", che consente all'Apple Watch di connettersi alle reti mobili utilizzando il numero di telefono impostato sull'iPhone anche quando quest'ultimo non risulta connesso, di fatto si arriva ad avere un dispositivo che mi controlla costantemente il cuore in cerca di eventuali anomalie.
Se il mercato prende questa piega, questi dispositivi potrebbero diventare davvero interessanti, magari in grado di monitorare anche altri parametri vitali e salvare davvero la vita in caso di urgenze. Staremo a vedere dove ci porteranno ricerca e progresso.

Che ne pensate?

Scritto da: Davide Magni